Mario Kart 8 - Il trucidamicizie

March 22, 2018

 

Ogni volta che Nintendo annuncia un nuovo Mario Kart succede che sbuffo e penso “ecco, sarà uguale a tutti gli altri” oppure “FASCITI DEL CAZZO! Prendete in giro i videogiocatori facendo sempre cose uguali. MERDE!!” poi esco e vado a comprarlo. Esco e vado a comprarlo anche se lo hanno appena annunciato e mancano ere zoologiche all’uscita. A volte incontro qualcuno che è già in fila per l’iphone nuovo ma lo saluto solo per cortesia.

 

Quindi dopo qualche mese davanti al negozio in cui mi è cresciuta la barba, mi sono nutrito degli espelluti del mio corpo e ho continuato a considerare Nintendo un branco di fascisti.. MERDE!.. finalmente esce e anche se è uguale a quello prima è sempre un capolavoro. E’ bellissimo. E’ coloratissimo. E comunque hanno aggiunto qualcosina eh..sisi dai..qualcosina di nuovo c’è..TAKE MY MONEY!!!!!! Questa è Nintendo e tutto il suo ecosistema. Ma a differenza del tipo in fila per il nuovo iphone (che per la cronaca non è ancora uscito quindi il tizio o è morto oppure è un eroe) di cui si potrebbe criticare le stesse fandonie che critichiamo a Nintendo, comprare ogni anni i giochi della casa giapponese è una gioia infinita.

derapate tese

 

Io non sono un fan Nintendo, non lo sono mai stato, ma sono un  amante dei buoni giochi e questi jappi li sanno fare bene. Mario Kart 8 è l’emblema della filosofia Nintendo. Compri, accendi, muori davanti alla console perché non stavo così nemmeno ieri sera che mi sono strafatto di pillole di felicità. Passi sei mesi a scegliere il personaggio tra cui compare anche “tipo timido” che tra parentesi senza aprire una reale parentesi (mi sono dimenticato cosa volevo dire sul tipo timido), poi passi anni a scegliere la configurazione migliore tra mezzo- gomme-paracadute senza mai chiederti se davvero questa cosa influenza in qualche modo la gara (non ti interessa, è tutto bellissimo), poi arriva il momento della pista che, per fortuna, la prima volta che accendi ce ne sono poche e quindi ci stai solo un mesetto a scegliere. Perché poi non puoi non soffermarti su quella pista riproposta UGUALE a quella che c’era su Nintendo 64 quando ci giocasti da pargoletto. E via altri 6 mesi nei meandri dei ricordi felici.

 

Finalmente prendi le forze e riesci a pigiare su “inizia la corsa”. Tutto è sempre uguale a prima e quindi bellissimo. Tre inquadrature fisse e una in movimento prima che la camera si posizioni dietro al kart che hai scelto in soli 6 mesi perchè avevi voglia di giocare subito e poi, via con il countdown e la pressione a tempo dell’acceleratore per la partenza sprint. Terzo giro, sei terzo ma vedi in lontananza il boriosissimo Mario e, davanti a lui, il tipo timido e pensi “il tipo timido è sicuramente fascista, non può vincere!!!”. Allora cambi posizione sul divano da “rilassata spaparanzata” a “Tesa curvilinea”, gomiti sulle ginocchia e pad stretto nelle mani. Schiacci la A fortissimo pensando che così la tua macchinina vada più veloce. Dio mio è vero! Sei a metà dell’ultimo giro, superi Mario e urli “ah non sei più SUPER adesso BASTARDO!” e imposti una derapata da antologia mentre fai il dito al tuo cane che ti osserva in mutismo acuto. Le vene ti pompano nelle tempie, raccogli un guscio rosso (quello che come un razzo intelligente insegue l’avversario davanti a te) e lo scagli contro l’omino

 

timido…PRESO! Imprechi mentre lo superi e quasi quasi ti fermi per pisciarci sopra e sputargli in faccia. Ma hai una missione da compiere: VINCERE! Vedi il traguardo, le mani cominciano a rilassarsi, ormai sei vicino e fai un po’ di zig zag per bullarti con te stesso e il tuo cane ma ti eri dimenticato di una cosa..il guscio blu! IL GUSCIO BLU dannazione! Proprio a pochi centimetri dalla gloria il coriaceo bluastro ti colpisce e tu perdi la gara. Quinto.

fascisti su Marte

 

Sei chiaramente nervoso e proprio in quel momento arriva la tua morosa che ti dice “oh figo Mario Kart! Facciamo una partita? Dai Dai è l’unico gioco a cui abbia mai giocato”. Tu provi a trovare una scusa, a dissuaderla mentre pensi a quello che ha detto e rifletti sul fatto che quelli di Nintendo sono davvero dei fascisti, ma lei ormai ha in mano il joypad. Non hai scampo. La tua storia sta per finire, avevi fatto dei progetti con lei ma sai che nulla può combattere il TRUCIDA AMICIZIE. La gara comincia, tu vai piano e la lasci avanti. Pensi che se magari vince lei tu puoi gestire la sconfitta e cercare di salvare il tutto. Lei si lascia andare a commenti che la avvicinano alla morte per mano tua ma tu mantieni la calma anche se il tuo occhio comincia a vibrare. Siamo al terzo giro. Lei è inspiegabilmente seconda e tu volontariamente sesto. “amore, ma cosa giochi tutti il giorno ai videogochi se poi perdi da me che mi fanno pure schifo?” e poi “oh..ho lanciato un guscio rosso indietro” e il guscio rosso ti colpisce..Lei ride e tu pianifichi la tua vendetta. Sai che non devi ma lei “Amore sei proprio una sega, sembri il tipo timido”… Ti alzi in piedi e cominci a scannare come una bestia. Ansimi come fossi al centro di una orgia per sole ninfomani. Mancano 5 curve alla fine. Lei sta perdendo posizioni, tu le guadagni. “Amore tutto bene?” e tu “no CAZZO!! NO!!” . Lei sembra averla presa bene e sorride ma non ha capito. Eccola davanti a te. Hai un guscio rosso. Lo lanci e intanto vedi la tua vita andare a pezzi ma non te ne frega un cazzo. Devi vincere. Lei deve perdere. Il guscio colpisce la tua fidanzata e tu passi da parte a lei e al fotofinish tagli il traguardo per primo. E’ un trionfo e ti lasci andare a festeggiamenti che nemmeno nel 2006

ai mondiali potevi immaginarti. La guardi negli occhi e le urli”TROIA” e poi ridi come se non ci fosse un domani. Effettivamente non ci sarà. Gestacci e peti in faccia di tripudio ti fanno sentire il NUMERO 1.

 

 Sentirsi come il campione del mondo di freccette

 

Circa una ora dopo ti riprendi e ti accorgi che lei se ne è andata da tempo. Ovviamente ti ha lasciato e tu non puoi farci nulla perché la tua scelta l’hai fatta quando hai accettato di giocare a Mario Kart 8 con lei, il trucida amicizie. Non ti resta che fare una altra gara nell’attesa che qualcuno entri di nuovo nella tua stanza.

 

 

 

 

 

 

 

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