The Classroom

March 23, 2018

Ho deciso di condividere nell'internet una sceneggiatura che scrissi circa 15 anni fa. Andavo al liceo e avevo molta poca voglia di studiare. Il sogno del cinema si stava impossessando della mia mente insieme ai commenti del calibro "Ah vuoi fare il regista come Dawson". Si certo. Ma non ho i peli sulle mani a 14 anni. La mia idea di cinema all'epoca era un miscuglio di sangue, drammi adolescenziali, salsa di pomodoro, budella e violenza. La violenza quella bella. Quella alla Jan Claude Van Damme. 

Festa di fine anno. Giugno 2006

 

Astenersi deboli di cuore. E di stomaco. 

 

 

THE CLASSROOM

 

di

Giovanni Visai

 

 

SCENA 1  - STANZA LAWRENCE INT\G

GIOVEDI’

E'mattina. Nella stanza il silenzio è interrotto solo dal ticchettio della sveglia sul comò alla destra del letto. Le lancette segnano le 6.59; da parte grossi occhiali da vista con la stanghetta destra aggiustata con lo scotch. Sul letto Lawrence sta ancora dormendo. I muri della stanza sono bianchi e candidi, nessun poster di un gruppo famoso o una locandina di un film; niente. Sulla parete di fronte al letto, un mobiletto sorregge un televisore. Nello schermo scorrono mute e disturbate le immagini di “Martin”.

La sveglia suona; sono le sette. Lawrence apre gli occhi. Sembra essere sveglio da tanto tempo ma non da alcun segno di stanchezza. La sveglia continua a suonare. Allarga meccanicamente il braccio destro e prende gli occhiali appoggiati sul comodino; se li infila. Solo ora spegne la sveglia. Si alza dal letto. Non lo vediamo in faccia. Indossa una canottiera intima giallina e boxer bianchi. Infila le ciabatte marroni sistemate sul tappetino da parte al letto e si dirige verso la porta. La televisione rimane accesa; Lawrence sembra quasi non notarla. Esce dalla stanza chiudendosi la porta alle spalle. Sentiamo il rumore dell’acqua che scende dal rubinetto colpendo il marmo del lavandino. Pochi istanti e l’acqua si spegne. La porta si riapre. Lawrence entra. Si avvicina all’armadio che domina la parete alla sinistra del letto. Dall’armadio prende una maglietta, un maglione e un paio di pantaloni; li indossa. Fa per uscire dalla stanza ma si ricorda di qualcosa. Rientra e spegne la tv. Nello schermo vediamo per la prima volta il suo volto ( riflesso ). Lawrence esce dalla stanza dopo aver raccolto da terra uno zaino sciupato.

 

TITOLI DI TESTA

 

SCENA 2 - VIA BACIOCCHI EST\G

Nella via pedonale adiacente alla scuola c’è una grande confusione: ragazzi e ragazze di ogni tipo affollano la strada. Chi si accende una sigaretta, chi ripassa con un libro di storia tra le mani; c’è chi arriva affannato a piedi e in bicicletta e chi distribuisce volantini politici o inviti per delle feste.

Lawrence attraversa di fertta la via ed entra a scuola.

 

SCENA 3 - SCALE SCUOLA INT\G

Lawrence a a testa china sale le scale. Ogni ragazzo che incrocia sulle rampe delle scale lo urta come se nemmeno lo vedessero. Chi è fermo sui gradini a parlare o ripassare, al suo passaggio si mette a ridere o bisbiglia qualcosa nell’orecchio di un compagno. Lawrence continua a salire; è abituato a tutto questo. Continua a salire le scale e la campanella suona. Lawrence guarda l'ororlogio: sono le otto meno cinque. Era la prima campanella.

 

SCENA 4 - PRIMO PIANO INT\G

Lawrence arriva al primo piano dove si trova la sua classe. Guarda di nuovo l'ora. Sono quasi le otto; decide di prendere un caffè. Si dirige verso i distributori automatici. Non c’è nessuno in fila. Si mette le mani in tasca, fruga un po’ e ne estrae due monetine da 20 centesimi; le inserisce nella macchinetta. Guarda l’ora. Sono le otto. Il caffè è pronto. Lo prende, gira il bastoncino di plastica nel bicchiere per far sciogliere lo zucchero e si porta il bicchiere vicino alla bocca.

Mentre beve il primo sorso di caffè un ragazzo si mette in coda alle spalle di Lawrence.

 

 

BULLO

“ ciao frocetto..”

 

Lawrence si gira. Fissa il ragazzo senza dire niente.

 

 

BULLO

“ ho detto: “ ciao frocetto” ”

 

LAWRENCE

“ Sono in ritardo..Devo entrare in classe”

 

Lawrence si gira e inizia a camminare. Fa il primo passo ma il BULLO gli afferra un braccio e gli impedisce di andarsene.

 

BULLO

“ Frocetto del cazzo ti ho salutato e quando saluto qualcuno pretendo una risposta..

E poi non puoi entrare in classe con il caffè..E’ MALEDUCAZIONE..perché non stai qui con me mentre lo finisci?”

 

Suona la campanella di inizio delle lezioni. I corridoi si svuotano. Neanche un bidello in giro; solo Lawrence e il Bullo.

Lawrence cerca di svincolarsi dalla presa del ragazzo. Non ci riesce ma per il colpo un po’ di caffè esce dal bicchiere e sporca la mano del Bullo.

 

BULLO

“Ma che cazzo?!? Hai visto che cazzo hai fatto?

RISPONDI!!!

RISPONDI CAZZO!!”

 

LAWRENCE

“ Scu..scusa non volevo.. Scusami..Ti prego sono in ritardo..”

 

BULLO

“Dammi il caffè..”

 

Lawrence sembra non capire

 

BULLO

“DAMMI IL CAFFE‘!!!”

 

LAWRENCE

( passandogli il caffè )

“Si si tieni..ma fammi andare adesso..la prof mi ammazza..”

 

BULLO

“Non puoi entrare in classe senza aver finito il caffè..”

 

Il ragazzo sorridendo rovescia per terra il poco caffè rimasto nel bicchiere.

 

BULLO

“Coraggio..Leccalo..”

 

Lawrence cerca di scappare ma il ragazzo lo afferra di nuovo. Poi lo prende per il coppino e gli impone di inginocchiarsi.

 

BULLO

“Su frocetto..bevi il tuo caffè..”

 

Lawrence cerca di opporre resistenza ma il ragazzo è troppo forte

 

BULLO

“BEVILO TI HO DETTO!!!”

 

Lawrence tira fuori la lingua. Una lascrima gli scende dagli occhi; lecca il pavimento.

 

BULLO

“E bravo il mio frocetto..”

 

LAWRENCE

( come se non fosse successo niente )

“Devo entrare in classe”

 

Il Bullo molla la presa. Lawrence si alza e se ne va verso la classe.

 

BULLO

“ Ciao frocetto..”

 

Il ragazzo se ne va. Lawrence comincia a correre. L’orologio segna le otto e venti. Finalmente arriva davanti alla classe. Bussa la porta.

 

PROF 1

( Dall’interno )

“Avanti”

 

SCENA 5 - CLASSE INT\G

Lawrence apre la porta ed entra in classe.

 

LAWRENCE

“Buongiorno, Scusi il ritardo ma..”

 

 

PROFESSORESSA

“MA non è colpa tua, giusto?? Lawrence vatti a sedere; non ho voglia di sentire le tue storie stamattina..Ho un gran mal di testa!”

 

Lawrence passa tra i banchi. Il suo banco è l’ultimo a destra. Quello appoggiato al muro. Si siede.

 

PROFESSORESSA

“Lawrence ti avverto che questa è l’ultima volta che sopporto le tue dannate scuse..E fammi un favore, pulisciti quella bocca!!”

 

Tutta la classe comincia a ridere. Anche la PROFESSORESSA ride. Lawrence si strofina la manica sulla bocca. Le labbra erano sporche di caffè. Le risate della classe vanno a dissolvere.

 

Scene di violenza in una classe si susseguono poco chiare e disturbate. Le risate diventano urla, urla di terrore.

Suona la campanella.

Lawrence apre gli occhi di colpo: si era addormentato in classe. Tutti escono dalla classe. Lawrence è l’ultimo ad uscire.

 

SCENA 6 - BAGNO INT\G

Entra nel bagno. I bagni sono tutti chiusi. Dall’interno arrivano voci maschili e una nuvola di fumo si alza verso il soffitto. Lawrence si appoggia al muro di fronte alle porte dei bagni all’altezza del secondo in attesa che qualcuno esca.

Dall’interno del bagno:

 

RAGAZZO 1

“Dai muoviti… finisci quella sigaretta che siamo fuori da un quarto d’ora..poi quella troia della prof ci fa il culo”

    

RAGAZZO 2

“Sei teso?? Eheh…”

 

RAGAZZO 1

“Fumi come una fighetta… ti manca solo il bocchino, cazzo!!”

 

RAGAZZO 2

(ridendo)

“Dai andiamo..”

 

Dall'interno si sente tirare lo sciacquone. La porta del bagno si apre. Escono due ragazzi. Entrambi sembrano usciti dalla copertina di un disco dei guns’n’roses. Alti, capello lungo, pantaloni stretti e giubbotto di jeans; il volto trasgressivo della scuola.

Appena aprono la porta si fermano a fissare Lawrence. Passa un secondo e scoppiano a ridere. I due escono dal bagno e superano Lawrence che li segue con lo sguardo.

 

RAGAZZO 1

“tu non hai visto niente.. Vero pivello?”

 

LAWRENCE

“no..

 

Il ragazzo fa un passo verso Lawrence e schiaffeggiandoli la guancia con superiorità

 

RAGAZZO 1

“Bravo”

 

Poi si gira e se ne va.

 

LAWRENCE

..Come al solito”

 

Il ragazzo si gira e se ne va.

 

RAGAZZO 2

“Che sfigato..”

 

Lawrence entra in bagno. Sentiamo il rumore dell’urina che entra nella turca. Poi lo sciacquone. Lawrence esce e va al lavandino; apre il rubinetto, si insapona le mani e le risciacqua sotto l’acqua. Chiude il rubinetto, prende un po’ di carta igienica e si asciuga  le mani. Alza lo sguardo e vede riflessa la sua immagine nello specchio appeso al muro  sopra il lavandino. Rivoli di sangue macchiano il suo viso. Alza le mani davanti al volto: sono rosse di sangue. Lawrence indietreggia, spaventato, fino a sbattere la schiena contro il muro retrostante.

Di nuovo la sua immagine è riflessa nello specchio. Più nessuna traccia di sangue.

Lawrence esce dal bagno.

 

SCENA 7 - CORRIDOI INT\G

Attraversa i corridoi che come al solito sono completamente vuoti.

 

SCENA 8 - CLASSE INT\G

Raggiunge la sua classe, il PROFESSORE non è ancora arrivato.

Entra in classe. Nessuno si accorge del suo arrivo e a fatica raggiunge il suo banco facendosi largo tra i compagni. In classe c’è una gran confusione. Tutti parlano come se si sentissero in dovere di farlo data l’assenza del PROFESSORE e non perché effettivamente debbano dire qualcosa.

Lawrence si guarda in giro. Vuole star fuori da quella confusione per evitare un richiamo del PROFESSORE che sta per arrivare. Passa qualche istante e di colpo cala il silenzio in classe: entra il prof.

 

PROFESSORE

“Buongiorno ragazzi”

 

CLASSE

“BUONGIORNO”

 

Il PROFESSORE è uno strano individuo. E’ basso e grassottello. Indossa un buffo cappellino che probabilmente riterrebbe infantile anche un bambino di quinta elementare. Dalle sue movenze e dalla sua voce traspare una omosessualità latente.

Si siede alla cattedra e si toglie il cappellino. La testa, se vista dall’alto, potrebbe appartenere tranquillamente ad un prete. E’ calvo, drammaticamente calvo.

Tira fuori il registro dal cassetto e solo dopo averlo aperto lo appoggia sulla cattedra. Prende una biro dal taschino della camicia e, con una espressione che l’unico modo di descriverla è “da schiaffi”, lo compila. Finito di scrivere sul registro appoggia la penna sulla cattedra, chiude il registro e si stravacca sulla sedia tanto che dalla posizione di Lawrence quasi si vede sporgere solo la testa del prof dal livello della cattedra.

Con aria strafottente e di superba superiorità si rivolge alla classe

 

PROFESSORE

“Allora oggi dovevo interrogare giusto?”

 

Ogni lineamento facciale di ogni singolo studente improvvisamente si tende.

Un ALUNNO cercando di essere il più formale possibile e nascondendo la rabbia crescente nei confronti del PROFESSORE interviene

 

ALUNNO 1

“veramente prof, aveva detto che oggi spiegava e domani avrebbe interrogato..per non sovrapporre le sue interrogazioni con quelle delle altre materie”

 

PROFESSORE

“Avevo detto così?”

 

ALUNNO 2

“Si”

 

In tutto questo Lawrence sembra non essere in classe. E’ appoggiato al muro e sembra fissare un punto della schiena del compagno seduto davanti a lui.

 

PROF 2

“vedete.. Dite sempre che noi professori vogliamo avere sempre ragione. Beh..non vi sbagliate. Ma questa volta devo ammetterlo, ho torto. Avevo detto che oggi non interrogavo.. Complimenti, avete ragione. Ma visto che odio sbagliare e che il professore non vuole avere sempre ragione, il professore HA sempre ragione, penso che rimedierò al mio errore e interrogherò lo stesso!!”

 

ALUNNO 1

(Sottovoce)

“Che stronzo..”

 

PROFESSORE

“ Alunno 1 hai detto qualcosa?? dai vieni a dirmi quello che pensi e se mi piace ti metto anche un bel voto..”

 

L’ alunno 1 si alza scocciato e va alla cattedra alla sinistra del prof.

 

PROFESSORE

“Bene..Hai studiato Alunno 1?

 

ALUNNO 1

“veram..”

 

PROFESSORE

(interrompendo alunno 1)

“Veramente no perché aveva detto che non interrogava, giusto?

 

Il prof si tira su dalla sedia e si ricompone. Con un aria di frustrazione si rivolge alla classe

 

PROFESSORE

"Sempre a stressare noi poveri professori con le vostre infantili scuse. Invece di approfittare della nostra immensa saggezza, cercate scuse su scuse. Ma se non ci ascolterete, non MI ascolterete, non farete mai nulla nella vita. Mai nulla. Nulla!!!”

 

Il PROFESSORE china la testa fino ad appoggiare la fronte sulla cattedra e tra lo stupore generale si mette a piangere. Singhiozza fortissimo.

Di colpo rialza la testa e rivolgendosi prima all’alunno e poi alla classe

 

PROFESSORE

“Mio fratello era come te alla tua età. Non studiava, non faceva niente tutto il giorno. Pensava solo a divertirsi e a uscire con le ragazze. Proprio come fai tu ALUNNO 1 e come fate tutti voi.. Adesso mio fratello guadagna il doppio di quello che guadagno io, è un uomo di successo e amato da tutti …

AHAHAHAH

Volete diventare come lui, è??

RISPONDETE!!!”

 

Il PROFESSORE riappoggia la fronte sulla cattedra e ricomincia a piangere.

Tutti in classe si guardano intorno. C’è chi ride e chi non sa cosa dire. In questa surreale situazione Lawrence si alza e si dirige verso il prof.

 

LAWRENCE

“Scusi professore. Non mi sento troppo bene..”

 

Il PROFESSORE alza la testa. Ha smesso di piangere. È visibilmente scocciato.

 

PROFESSORE

“ Lawrence, ti sembra il momento di chiedermi di uscire..??

Non avete il minimo rispetto per niente e nessuno..

NON HAI IL MINIMO RISPETTO PER NIENTE E NESSUNO!!!!”

 

LAWRENCE

“Non mi sento bene.. La prego mi faccia uscire”

 

PROFESSORE

(imitando Lawrence)

“ “La prego mi faccia uscire” .. E’ tutta una scusa per andare a fumarti una sigaretta in bagno.. Per fare il TRASGRESSIVO!!

Per l’amor del cielo vatti a sedere!” 

 

Lawrence si porta una mano sullo stomaco. Dei crampi lo costringono a piegarsi su se stesso.

 

PROFESSORE

( strafottente )

“Oh ma che bravo attore.. Sono quasi commosso. Sembra che tu stia male davvero. Ma perché frequenti ancora il liceo; con le tue doti di attore potresti vincere un Oscar..”

 

Tutta la classe scoppia in una grassa risata. Lawrence sta palesemente male ma nessuno sembra accorgersene. Tutti ridono tranne lui. Il PROFESSORE se ne accorge.

 

PROFESSORE

“Ma fatti una risata Lawrence.. Non posso neanche fare una battuta?”

 

Il PROFESSORE comincia a ridere chiassosamente e la classe lo segue più per assecondarlo che per gusto.

Lawrence vomita sulla cattedra. Poi vomita una seconda volta. Il silenzio cala per un attimo. Poi la classe comincia a ridere ma questa volta il  PROFESSORE non la accompagna. Sulla sua faccia comincia a crescere la rabbia.

Prende il registro e lo sbatte sulla cattedra ripetute volte facendo schizzare un po' di vomito addosso a Lawrence.

 

PROFESSORE

“SILENZIO!!!”

 

LAWRENCE

“mi..Mi Dispiace..ho provato a..”

 

PROFESSORE

“Ma che diavolo hai combinato Lawrence? Hai sporcato tutto..

Ma soprattutto hai impedito ad ALUNNO 1 di imparare. Hai disturbato la lezione perché sei ignorante e hai impedito a quelli che vogliono stare attenti, che vogliono ascoltare gli insegnamenti di un uomo colto che spreca il suo tempo con gente come te, di apprendere!”

 

LAWRENCE

“Professore io non volevo..”

 

PROFESSORE

“Zitto! Ora ALUNNO 1 va al posto e tu, per quello che hai fatto ti prendi un bel 4 sul registro.

Lo so, è sbagliato e assolutamente scorretto ma io sono il professore e ho sempre ragione.

Tu non diventerai mai come mio fratello. Il tuo futuro è una nullità, tu sei una nullità!!”

 

Insulti, scherni e parolacce risuonano come eco mentre l’immagine del volto di Lawrence sporco di vomito sfuma a nero. 

 

SCENA 9 - VIA BACIOCCHI EST\G

VENERDI’

Lawrence arriva a scuola. La strada pedonale adiacente all’edificio è deserta; sui marciapiedi centinaia di biciclette sono legate alle apposite rastrelliere. Sparsi per la via sono parcheggiati una decina di scooter.

 

SCENA 10 - SCUOLA INT\G

Lawrence entra a scuola. Nel gabbiotto con le pareti di vetro alla destra della porta di ingresso una BIDELLA è seduta dietro un tavolo e sta leggendo una rivista di gossip. Ha circa 60 anni, capelli corti brizzolati e occhialini a mezza lente appoggiati sul naso. Le pelle vecchia delle sue guance è cadente tanto da indurre i lati della bocca a volgere verso il basso. Lawrence si ferma davanti al vetro. La donna all’interno del gabbiotto è di fronte a lui. Lawrence ha gli occhi spalancati e continua a fissare, senza muovere un muscolo, la BIDELLA. La donna se ne accorge.

 

BIDELLA

“Hai bisogno”

 

LAWRENCE

“Sono in ritardo”

 

BIDELLA

“Devi firmare Il foglio prima di salire”

 

LAWRENCE

“Lo so”

 

La BIDELLA si gira per prendere il foglietto dando le spalle a Lawrence; poi esce dal gabbiotto per consegnargli il foglio.

Lawrence non c’è più. La BIDELLA si gira verso le scale e lo vede incamminarsi verso il piano superiore.

 

BIDELLA

“NON PUOI SALIRE SENZA FIRMARE!!”

 

Lawrence si blocca immediatamente alle parole della donna. Si gira verso la BIDELLA. Sul suo volto è dipinta la pazzia.

 

LAWRENCE

“Lo so”

 

Lawrence si rigira e comincia a salire le scale.

 

BIDELLA

“DOVE VAI RAGAZZO?? NON PUOI SALIRE SENZA FIRMARE”

 

Lawrence si gira di nuovo verso la BIDELLA e si incammina verso di lei. Ha la testa china. I capelli gli coprono il volto.

Raggiunge la donna; una volta davanti a lei alza lo sguardo.

 

LAWRENCE

(con una calma inquietante)

“Ha ragione”

 

BIDELLA

“Lo so che ho ragione. Firma questo maledetto foglio..”

 

La BIDELLA porge il foglio a Lawrence che lo afferra con la mano continuando a fissare la donna.

 

LAWRENCE

“Non ho la penna”

 

La BIDELLA indispettita tira fuori una penna stilografica di poco valore dal taschino del grembiule e la porge a Lawrence.

 

BIDELLA

“Tieni questa”

 

Lawrence afferra la penna.

 

LAWRENCE

“Grazie”

 

La BIDELLA è in piedi davanti a Lawrence aspettando che firmi il figlio. Lawrence continua a fissare immobile la bidella tenendo nella mano destra la penna e nella sinistra il foglio da firmare. Le sue labbra si tendono formando un ghigno quasi malefico.

 

BIDELLA

“Senti ragazzo o firmi subito quel foglio o chiamo la preside. Io non ho vo..”

 

Con uno scatto violentissimo Lawrence conficca la penna stilografica nel collo della bidella. Lo fa una volta. Poi una altra e una terza. Un fiume di sangue esce dal collo della donna e alcune gocce schizzano sul volto di Lawrence. Dopo un vano tentativo di urlare la bidella cade a terra.

Lawrence resta ancora per un attimo nella solita posizione immobile. Poi si china sulla donna esanime e con la penna stilografica incide la sua firma sulla fronte della bidella.

L’immagine della faccia di Lawrence si riflette nella pozza di sangue in cui il cadavere sembra galleggiare.

Lawrence si alza; si volta e si incammina verso le scale infilandosi il foglio del ritardo nella tasca destra dei pantaloni.

 

SCENA 11 - SCALE SCUOLA INT\G

Lawrence sale le scale. Raggiunge il primo piano.

 

SCENA 12 - PRIMO PIANO INT\G

Lawrence gira a sinistra. Passa davanti alle macchinette. Scene disturbate di lui che lecca il caffè da terra si susseguono come flash.

Attraversa il corridoio ed entra in bagno.

 

SCENA 13 - BAGNO INT\G

Si guarda allo specchio. La sua faccia è sporca di sangue. L’immagine che vede riflessa è la stessa che aveva visto il giorno prima sempre in bagno e che tanto lo aveva spaventato. E’ tutto identico: alza lo sguardo verso lo specchio e scopre macchie di sangue sulla sua faccia; si porta le mani davanti al viso e le scopre imbrattate di sangue.

Chiude gli occhi ripetutamente sperando di risvegliarsi da un brutto sogno. Ma questa volta è tutto vero. Tutto dannatamente reale. Apre l’acqua del lavandino e si lava prima le mani poi la faccia. Spegne l’acqua, prende un po’ di carta igienica e si asciuga. Butta la carta bagnata nel bidone ed esce dal bagno.

 

SCENA 14 - PRIMO PIANO INT\G

Ripassa davanti ai distributori automatici

 

BULLO

“Oggi non bevi il caffè frocetto? Ieri sembrava ti piacesse così

tanto..eheh”

 

Lawrence si ferma e di colpo si gira verso il BULLO e subito dopo verso la macchinetta. Senza dire niente prende una monetina da 50 cent e la inserisce nel distributore. Il bullo si avvicina a lui. Il display del distributore automatico segna “prelevare”. Lawrence si china lievemente e prende il caffè. Il fumo esce dal bicchiere. E’ caldissimo.

 

BULLO

“senti frocetto..non ho voglia di litigare. Ho voglia di un caffè e il tuo sembra proprio fare al caso mio..”

 

Lawrence alza lo sguardo verso il bullo.

 

LAWRENCE

“Devo entrare in classe”

 

BULLO

“non prima di darmi il caffè..frocetto!”

 

Lawrence stringe il bicchiere tra le mani

 

LAWRENCE

“tieni”

 

Il BULLO sorride compiaciuto. Lawrence prende per il collo il BULLO. Lo spinge indietro fino a metterlo spalle al muro. Nella mano destra continua a stringere il caffè bollente.

 

LAWRENCE

“Apri la bocca”

 

Il BULLO comincia a dimenarsi ma Lawrence sembra essere troppo forte.

Lawrence stringe la presa al collo del BULLO costringendogli ad aprire la bocca per incamerare nei polmoni più aria possibile. Gli occhi del BULLO cominciano a iniettarsi di sangue e le vene gli si gonfiano sulle tempie.

Lawrence alza sopra la bocca spalancata del ragazzo il caffè fumante e con la stessa apatia di un attimo prima

 

LAWRENCE

“Tieni pure il mio caffè. Bevilo tutto d’un sorso”

 

Lawrence comincia a versare lentamente il caffè fumante nella bocca spalncata del mal capitato.

Il BULLO comincia ad emettere suoni rauchi. Sulle sue labbra ustionate si gonfiano orribili bolle. Il bullo si piscia addosso macchiando il pavimento. Lawrence muovendo il bicchiere sparge il caffè su tutta la faccia del bullo che ormai è orribilmente ustionata. Il caffè nel bicchiere è finito. Lawrence lascia la presa dal collo del BULLO che cade a terra. Il suo corpo è mosso da terribili ed interminabili spasmi nervosi. Come se nulla fosse Lawrence si gira, torna alle macchinette e butta il bicchiere nel bidone; poi si avvia verso la classe.

 

SCENA 15 - CLASSE INT\G

Il PROFESSORE sta interrogando; in piedi di fianco alla cattedra un alunno è in evidente difficoltà. Qualcuno bussa alla porta.

 

PROFESSORE

“AVANTI”

 

La porta non si apre.

 

PROFESSORE

“AVANTI!”

 

La porta rimane chiusa.

 

PROFESSORE

“sarà qualche ragazzino che fa il furbo. Continiamo

 con l’interrogazione”

 

Qualcuno bussa di nuovo alla porta.

 

PROFESSORE

“Avanti”

 

Nessuno entra. Il PROFESSORE indispettito si alza dalla cattedra e va alla porta. La apre. Sull’uscio Lawrence è in piedi. Lo sguardo nel vuoto.

 

PROFESSORE

“Lawrence cosa ci fai li in piedi davanti alla porta. Hai bussato tu prima?”

 

LAWRENCE

“si”

 

PROFESSORE

“Sei in ritardo”

 

LAWRENCE

“Lo so”

 

PROFESSORE

“hai intenzione di disturbare la mia lezione ancora per molto o credi di poter entrare adesso?”

 

Lawrence estra ed estrae dalla tasca dei pantaloni il foglio del ritardo; è macchiato di sangue. Lo porge senza dire una parola al professore. Quest’ultimo lo prende in mano.

 

PROFESSORE

“ma che diavolo hai combinato a questo foglio? Ti sembra il caso di presentarmi una cosa del genere? Lawrence sei la solita delusione. Per l’amor di dio vatti a sedere!”

 

Lawrence chiude la porta sbattendola dietro di se.

 

PROFESSORE

“MA che diavolo..”

 

Lawrence prende una squadra dal banco in prima fila da parte a lui e lo conficca nell’occhio del professore. Spinge la punta della squadra per qualche secondo e poi la estrae. Insieme allo strumento da disegno esce l’intero bulbo oculare del professore. Rivoli di sangue macchiano il muro e il volto di Lawrence.

In classe si scatena il caos. La ragazza in primo banco comincia ad urlare: un urlo continuo e acutissimo che quasi sembra strappargli la gola. Subito dopo un conato di vomito le fa lacrimare gli occhi; si porta le mani alla bocca e un istante dopo comincia a vomitare. La sua compagna di banco davanti a questo spettacolo cambia rapidamente colorito e perde i sensi. Cadendo batte la bocca sullo spigolo del banco. Dalle labbra comincia a sgorgare una poltiglia rossa e bianca di sangue e frammenti di osso lucidi: i suoi denti.

Solo ora la classe sembra accorgersi di ciò che sta accadendo. Qualcuno esce dalla classe correndo, Lawrence sembra non vederli: rimane immobile ad osservare il corpo esanime del PROFESSORE disteso a terra; nella mano destra tiene stretta la squadra nella quale è ancora infilzato il bulbo oculare. Dall’occhio gocciole di sangue cadono a macchiare il pavimento.  Altri ragazzi stanno seduti immobili ai banchi con una espressione di stupore misto terrore dipinta sui volti.

Lawrence alza lo sguardo. Si incammina verso la lavagna di fronte a lui nel lato opposto dell’aula. Qualche alunno cerca di soccorrere il PROFESSORE.

 

ALUNNO 1

(rivolgendosi all’amico che come lui cerca di aiutare il prof)

“Vai a chiamare qualcuno..muoviti!!”

 

Lawrence arriva alla lavagna e prende un gessetto. Ne appoggia la punta sulla lavagna e inizia a tracciare una linea verticale di un paio di centimetri. Poi si ferma. Getta il gesso a terra e lo calpesta. Prende il cancellino e cancella il tratto appena disegnato. Poi riappoggia il cancellino nell’apposito vano della lavagna. Dietro di se un lago di sangue ha preso il posto del pavimento davanti alla cattedra e alla porta.

Lawrence appoggia le dita della mano sinistra sulla superficie della lavagna. Fa ticchettare le unghie su di essa. Poi comincia a far scivolare verso il basso le unghie. Un suono metallico e penetrante invade la classe fino a che le unghie non si cominciano a spezzare lasciando una striscia di sangue luccicante sulla lavagna al loro passaggio. Lawrence continua a trascinarle. Sembra non sentire alcun dolore. Sulla lavagna è dipinta col sangue la lettera “L”. 

Ormai in classe sono rimasti in pochi. Il professore a terra. La ragazza svenuta che orami giace in un lago di sangue ed un ragazzo intento in un disperato tentativo di soccorrere il PROFESSORE.

Questo ragazzo si avvia verso Lawrence. Sulla lavagna Lawrence ha finito di scrivere con il proprio sangue, il proprio nome. Il ragazzo si lancia contro di lui.

 

RAGAZZO

“BASTARDO!!!!”

 

Lawrence lo schiva e spingendolo gli fa sbattere la testa contro la dura lavagna; al RAGAZZO comincia a sanguinare la fronte. Lawrence lo afferra per il coppino e gli sbatte la faccia contro la lavagna ripetute volte frantumandogli il setto nasale. Il RAGAZZO comincia a piangere.

 

RAGAZZO

“Basta..ti prego”

 

Lawrence ruota la superficie della lavagna e appoggia la testa del ragazzo sul ferro portante dei suoi sostegni.

 

RAGAZZO

“ti prego no..non farlo”

 

Lawrence con tutta la forza abbassa la lavagna sulla testa del ragazzo. Il cranio del giovane esplode lanciando pezzi di cervello e materia grigia addosso a Lawrence e su tutti i muri.

La classe è un lago di sangue.

 

Dei passi arrivano dal corridoio. La PRESIDE fa capolino davanti alla classe. Lawrence ride. Ride a squarcia gola. Alza lo sguardo e vede la PRESIDE. Smette improvvisamente di ridere. La mano sinistra gli sanguina vistosamente. Si incammina verso il proprio banco e lo raggiunge. Si toglie lo zaino e si siede. Aspetta qualche secondo poi apre la zippo dello zaino e ne estrae un astuccio; lo prende  lo appoggia sul banco. Apre la cerniera dell’astuccio, prende una biro e un tubetto si scolorina e con molta attenzione li appoggia uno alla sua destra e uno alla sua sinistra sul banco. Con calma e una irreale serenità comincia a slacciarsi i polsini della camicia e tirarsi su le maniche. Prima quella sinistra. Poi quella destra. La mano sinistra sanguina ancora e macchia la manica destra della camicia.

La PRESIDE fa un passo dentro all’aula. Fino ad ora era rimasta immobile di fronte all’incredibile spettacolo davanti a cui si trova. La preside volta la testa verso Lawrence

 

PRESIDE

(con le lacrime agli occhi)

“Lawrence..Ma che diavolo hai fatto?

Cosa è successo qui? Lawrence per l‘amor di dio, di qualcosa!!!!”

 

Lawrence dall’astuccio ora estrae un cutter. Sfila la lama metallica e comincia a passarsela sui lati della bocca. La preside comincia a farsi prendere dal panico. La respirazione le si fa più pesante e ansiosa. Lawrence tira fuori la propria lingua e alza il cutter sopra la testa. Con un movimento secco abbassa il cutter e si taglia la lingua. Subito sembra non uscire alcuna goccia di sangue ma dopo pochi istanti la bocca comincia a riempirsi e straboccare di fluido rosso.

 

PRESIDE

“Oh.. Mio.. Dio!

Oh mio dio..AIUTO AIUTO!! Chiamate un dottore!!”

 

Dalla bocca di Lawrence cade sul banco senza interruzione una flusso continuo di sangue. Nella mano tiene ancora il cutter.  Tutta la camicia è rossa sul petto. Comincia a perdere forze. Con tutta la forza di volontà che ha in corpo si alza dal banco. La mano sinistra è maciullata, nella destra stringe il cutter. Si incammina verso la preside. La donna è palesemente sotto stato di shock. Dalla bocca Lawrence continua a sanguinare. La preside si inginocchi di fronte a lui e comincia a pregare e dondolare avanti e indietro in modo compulsivo. Lawrence la  evita ed esce dalla porta. 

 

SCENA 16 - PRIMO PIANO INT \ G

Il corridoio è pieno di ragazzi. Dalle loro facce si capisce ce non sanno niente di cioè che è successo. Al passaggio di Lawrence cala il silenzio. Finalmente nessuno ride più al suo passaggio. Lawrence si avvicina alla tromba di scale, si appoggia alla ringhiera, si sporge e si lascia cadere in modo più che naturale. Il suo corpo raggiunge il piano terra. Lo capiamo dal rumore sordo che emette al contatto con il pavimento. I suoi arti sono spezzati, il cranio spappolato.

Una ragazza si mette a urlare.

L’immagine del corpo esanime di Lawrence sfuma a nero. Le urla della ragazza risuonano come eco sui titoli di coda.

 

 

FINE

 

Se siete arrivati fin qui, vi ringrazio. Commentate qui sotto. Sarò felice di rispondervi e discutere con voi!

 

 

 

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