Tornare bambini al cinema: ho visto Ready Player One

April 10, 2018

Se volete andare a vedere questo film dovrete seguire tre piccole regole:

 

1. Andate a vederlo al cinema. Vederlo a qualità bassa su qualche sito di streaming sarebbe come vedere una foto dell'Everest, mostrarla ad un vostro amico e dirgli "non è stato poi così difficile arrivare in alto".

 

2. Guardatelo nella sala più grande che potete, con lo schermo più enorme che potete e con l'audio più alto che il vostro apparato uditivo possa sopportare. (QUI non è male) 

 

3. Divertitevi come sa fare solo un bambino. Come quando basta correre in cerchio in un campo. 

 

Se come me fate fatica a lasciarvi andare, riabbracciare sensazioni infantili e godervi della sana spensieratezza, tranquilli, per questo c'è Spielberg: Maestro assoluto dell'intrattenimento. 

Inoltre dovete conoscere un paio di termini che fanno parte del linguaggio internauta e videoludico:

 

- Killare:  Termine utillizato nei giochi multiplayer online, per la maggior parte die casi negli sparatutto, che sta and indicare l'uccisione di un avversario (dall'inglese "Kill" - uccidere)

- Nabbo - Termine utilizzato per indicare un giocatore alle prime armi. Spesso il suo uso è dispregiativo.

- Skillato - Termine utilizzato per indiare un giocatore particolarmente bravo in qualcosa\qualche gioco\modalità di gioco (dall'inglese "skill" - capacità)

 

Ce ne sono sicuramenti altri, ma di questi termini i protagonisti abusano. 

 

Infine vi consiglio di guardare tutta la filmografica di Spielberg, I vari film sui super eroi e tutto il filone extraterrestri\xfiles che ha permesso l'esistenza di Stranger Things. Se poi riuscite a recuperare qualche videogioco è meglio.   

 

Bene. Possiamo iniziare. 

 

Non sono andato a vedere subito Ready Player One. Io appartengo a quella parte del mondo che un po' "Spielberg lo si va a vedere a priori" ma anche un po' "ho letto che fa cagare, non so se vado" e a dire il vero anche un po' "si ma il giudizio delle persone non conta".

Quando mi sono messo in macchina per raggiungere il cinema che soddisfacesse la regola numero due, le mie aspettative non erano alle stelle. Avevo letto qualche commento qua e là, niente di esaltante, e mi accomodavo in sala senza conoscere granché nemmeno della trama.

 

2045 - Il mondo ha finito di esistere per come lo conosciamo. La gente ha smesso di lottare per quello che conta, l'inquinamento e il sovrappopolamento costringono le persone a vivere in baraccopoli verticali che ricordano i grattacieli americani. Via di fuga da questa esistenza senza futuro è OASIS, un mondo virtuale in cui rifugiarsi, in cui tutto è possibile. In OASIS puoi essere chi vuoi, fare il lavoro che vuoi e  guadagnare denaro da spendere nella vita reale. Basta indossare uno speciale caschetto e il gioco è fatto. 

Wade Watts, orfano abitante delle baraccopoli di Columbus, passa le sue giornate all'interno di OASIS. E' un fanboy di James Halliday, game designer fanatico degli anni '80, ideatore del gioco. Halliday è quasi una divinità in terra. Nonostante il suo aspetto super nerd, il fanatismo dei suoi fan ci fa capire che sia venerato come buona parte di voi venera tutt'ora Steve Jobs. Dopo la sua morte indìce un concorso all'interno di OASIS il cui vincitore erediterà la plurimiliardaria azienda che controlla il più grande videogioco del mondo.  Wade comincia a cercare e insieme (contro) a lui i cattivi che vedono nel concorso la via più veloce per arricchirsi e, di fatto, controllare l'intera popolazione mondiale.  

 

E tutto questo ci viene raccontato nei primi 5 minuti di sceneggiatura. Forse anche meno. Poi inizia lo show. Lo spettacolo di cui Spielberg è il presentatore e Ernest Cline (suo il libro da cui è tratto il film), l'autore.

 

Inizia il gioco.

 

E la sensazione è proprio quella di un videogioco. Di quelli anni '90. Di quelli che una volta avviati, partiva un video introduttivo, il tutorial, un paio di scenette, primo colpo di scena e poi titolo.

 

Premi start per iniziare. Ready player one.

 

Da qui in poi, per le quasi due ore e mezza di film, è un susseguirsi di citazioni e omaggi a tutto quell'immaginario che tra gli anni '80 e '90 ha ridefinito il concetto di cultura pop. Videogiochi, dai più datati ai più moderni, film, serie tv, giocattoli e supereroi compaiono come protagonisti o da sfondo a quel mondo immaginario che attraverso OASIS si è ormai contrapposto alla realtà.  

Un gruppo di ragazzini in viaggio alla ricerca di un tesoro in un mondo fantastico, è esso stesso un omaggio a tutto quel cinema di fine '900 di cui Spielberg è uno dei massimi esponenti. OASIS è un film di Spielberg dentro un film di Spielberg. 

 

Il viaggio di Wade e dei suoi compagni alla ricerca delle chiavi che Halliday ha nascosto nei meandri del suo mondo immaginario (qualcuno ha detto dnd? o Resident Evil? o qualsiasi altro ricordo felice che custodite?), è la rivisitazione in chiave ultra moderna del viaggio dell'eroe. Viaggio che continua a saltare da reale e immaginario, dove l'immaginario ha la stessa valenza del reale, mischiando le carte in continuazione. Il mondo virtuale di OASIS non ci viene presentato come un luogo senza regole, perverso e alla mercè dei sogni proibiti di tutti. Lo spunto interessante è che, se escludiamo l'immancabile sviolinata Spielbergana finale, per quasi tutta la durata del film il posto che sembra essere veramente malato ed estraniante è la realtà. Quella di tutti i giorni. Quella delle baraccopoli e del crimine. La speranza e fiducia risiede tutta nel ribaltamento tra virtuale e reale, in cui il virtuale sembra essere una alternativa (l'unica?) onesta, godibile e desiderabile.  

Come spesso accade per le storie che ci raccontano di futuri distopici, anche Ready Player One parte da qualcosa di reale e concreto che abbiamo nel presente, come la mitomania per il passato e le realtà parallele che ogni giorno esploriamo attraverso , per esempio, i social network o i giochi di ruolo online. Ma Il passo in avanti che fa il film di Spielberg è che le molteplici realtà non si fondono e coesistono tra loro come nel nostro presente, ma si contrappongono. In questo modo il dibattito tra bene e male, tra giusto e sbagliato, reale e non reale, si accende, si stratifica e poi perde di valore perché in fondo, ogni posizione è corretta. Si parla di appartenenza a mondi diversi che coesistono e si contrappongono e per questo gli esponenti di ognuno di essi considererà il proprio come quello migliore, reale e meritevole di esistere. 

 

E una volta iniziato il film, sarete immancabilmente dalla parte degli eroi di OASIS, vorrete entrare in quel mondo e farne parte, anche solo per un istante. E tutto grazie alla magnificenza visiva che avrete di fronte. Ready Player One è realizzato in modo impeccabile e diretto in maniera spettacolare. Inseguimenti, esplosioni, guerre con migliaia di personaggi a schermo confezionano un prodotto di fantastico intrattenimento. E per questo va giudicato, a parer mio.  Se vi aspettate un film di concetti, una trama intricata e pugni nello stomaco, non è il film per voi. Se invece volete divertirvi e tornare bambini per due ore dimenticandovi della realtà che vi aspetta fuori dal cinema, allora spegnete il computer e andate al cinema ora. 

 

Ready Player One intrattiene e ci fa sognare di essere noi a trovare per primi quelle chiavi. E il cinema non è proprio questo che deve fare?

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